ForgeV
Product Manager · Product Designer · BuilderForgeV è un'app iOS di fitness coaching con AI proattivo per una startup early stage nel wellness. Prima di disegnare una schermata ho risposto alla domanda che decide tutto: perché chi si allena abbandona? La risposta della discovery: non manca la motivazione, manca la guida contestuale nel momento giusto. Il mercato è pieno di app che registrano; quasi nessuna che decide con te. Quella diagnosi è diventata la strategia del prodotto.
Ho segmentato il mercato in tre profili (fitness lover motivati, intermedi science-based, avanzati self-coached) e scelto dove competere: chi segue un metodo serio non trova un tool completo a prezzo ragionevole, mentre gli all-in-one restano forti sul tracking e deboli sulla guida adattiva. In parallelo ho esplorato due business model sullo stesso prodotto: subscription B2C e un canale welfare B2B verso le aziende. Ogni scelta di scope discende da lì, non da una preferenza estetica.
L'MVP che ne deriva taglia il tracking passivo e concentra tutto sul differenziatore: un coach AI che interviene proattivamente, adatta piano e nutrizione in tempo reale e chiede conferma esplicita prima di ogni cambio. Metriche di successo e criteri di kill definiti prima di costruire, backlog prioritizzato per validare l'ipotesi più rischiosa per prima.
Poi l'ho costruito davvero: Swift/SwiftUI, Supabase, AI-assisted development con Claude Code, design system custom, IT + EN. Design QA chiusa con zero finding P0/P1/P2 aperti. Dall'ipotesi all'app funzionante in settimane, con una persona sola: le decisioni di prodotto e il codice che le implementa non si sono mai persi in un handoff. E quando il prodotto passa alla fase successiva, quel lavoro diventa la base operativa del team: roadmap già prioritizzata per rischio, metriche e guardrail definiti, backlog pronto da distribuire. Il team di prodotto non riparte da zero, riparte da decisioni documentate; il mio ruolo diventa guidarlo su ciò che conta, non ricostruire il contesto.
Product Building · PM + Design
Business Aware Design: esplorare business model e direzione di design insieme
Prima di scrivere codice o disegnare schermate, ho usato il BAD (Business Aware Design) per progettare tenendo conto di come il prodotto genera e cattura valore. Non design "di genio", ma scelte di prodotto consapevoli: quattro lenti che leggono lo stesso problema da utenti, competitor, business model e processo di design. È qui che PM e Design smettono di essere due mestieri separati.
01 · Utenti
Tre segmenti, un bisogno comuneFitness lover motivati (18-40), intermedi science-based (25-40), avanzati self-coached (28-45). Bisogni diversi ma un filo comune: non manca la motivazione, manca la guida contestuale. Questo ha definito chi mettere al centro dell'MVP.
02 · Competitor
Il gap nel mercatoAnalisi su app all-in-one come Vita Health: forti sul tracking, deboli sulla guida adattiva. Chi segue metodo science-based (RIR, mesocicli, volume landmarks) non trova un tool completo a prezzo ragionevole. L’opportunità: coaching che adatta, non solo registra.
03 · Business model
Due direzioni: Forge e Forge WelfareHo esplorato due modelli sullo stesso prodotto: Forge B2C in abbonamento per l’utente finale, e Forge Welfare B2B verso aziende che cercano un piano di benessere. Due motori di valore diversi, che cambiano priorità e feature da costruire prima.
04 · Direzione di design
Dal canvas alle schermateLe evidenze BAD hanno guidato lo scope: coach AI proattivo con check-in contestuali, piano che si adatta in tempo reale, conferma esplicita prima di ogni cambio. La direzione di design nasce dal business model, non da un’intuizione estetica.